STAR FESTIVAL BERLINO 2015| DA JAMIE DORNAN A CATE BLANCHETT

8 Posted by - febbraio 16, 2015 - Cinema

Da Nicole Kidman all’onnipresente James Franco, da Christian Bale al cast di Cenerentola, la nuova fiaba live della Disney. Senza contare l’anteprima mondiale di Cinquanta sfumature di grigio. Il Festival di Berlino ha chiuso i battenti sabato 14 febbraio. Ripercorriamone i volti e i vincitori

James Franco all'Audi Lounge al Festival del cinema di Berlino

James Franco all’Audi Lounge al Festival del Cinema di Berlino

Festival politico e da sempre attento alle minoranze, Berlino ha comunque proposto in cartellone, sia in concorso che fuori, grandi registi e divi internazionali. La 65esima edizione ha premiato il regista tedesco Wim Wenders con l’Orso alla carriera, presentandone anche l’ultima fatica in 3D Everything Will Be Fine, con James Franco e Charlotte Gainsbourg. Autore negli ultimi anni di splendidi documentari, tra cui Pina e Il sale della terra (candidati agli Oscar), il maestro torna al racconto di finzione con la storia di uno scrittore (interpretato da James Franco) segnato da un incidente d’auto che lo vede, seppure in modo incolpevole, responsabile dell’investimento di un bambino. Il film uscirà in Italia distribuito da Teodora. James Franco è anche nel cast di Queen of the Desert, grande ritorno di Werner Herzog accolto però in maniera piuttosto tiepida. Mattatrice assoluta di questo biopic al femminile è Nicole Kidman, che incarna Gertrude Bell, avventuriera, archeologa ma anche politica, diplomatica, spia, che contribuì a definire i confini dell’Iraq. Profonda conoscitrice dei popoli del Medio Oriente, Gertrude Bell ebbe un’esistenza straordinaria di cui Herzog tenta di restituirne il romanticismo e l’aspetto più intimo, fallendo nella verosimiglianza del contorno e dei personaggi che ruotano attorno alla protagonista.

Nicole Kidman è protagonista di Queen of the Desert diretto da Werner Herzog presentato al Festival di Berlino

Nicole Kidman è protagonista di Queen of the Desert diretto da Werner Herzog presentato al Festival di Berlino

Altri due autori molto attesi in concorso erano Peter Greenaway con Eisenstein in Guanajato e Terrence Malick. Malick firma l’ennesima opera divisiva con Knight of Cups, che si inserisce nel solco dell’estetica già impiegata nel fortunato Tree of Life (vincitore a Cannes) e nel più controverso To the Wonder (presentato a Venezia nel 2012). Nel film, Christian Bale interpreta uno sceneggiatore in crisi esistenziale in una Los Angeles effimera e tentacolare. Le feste e le relazioni con donne diverse ma bellissime, da Natalie Portman a Cate Blanchett, non riempiono il vuoto interiore che il protagonista avverte, sospeso tra un passato con cui non si è riconciliato e un presente contrassegnato da un’incerta ricerca.

Natalie Portman sul red carpet berlinese per Knight of Cups di Terrence Malick

Natalie Portman sul red carpet berlinese per Knight of Cups di Terrence Malick

Jamie Dornan con la moglie Amelia Warner all'anteprima mondiale di Cinquanta sfumature di grigio a Berlino. (Photo by Gisela Schober/Getty Images for AUDI AG)

Jamie Dornan con la moglie Amelia Warner all’anteprima mondiale di Cinquanta sfumature di grigio a Berlino. (Photo by Gisela Schober/Getty Images for AUDI AG)

BERLINO GLAMOUR – Il festival si è accaparrato una bella fetta di ribalta mediatica, ospitando l’anteprima mondiale – come evento fuori concorso – di Cinquanta sfumature di grigio prima dell’uscita nei cinema di gran parte del globo. Presenti la regista Sam Taylor-Johnson, i protagonisti Jamie Dornan (leggete qui per saperne di più) e Dakota Johnson, che però non hanno partecipato ad alcuna attività stampa, ma solo firmato gli autografi alle fan che, del resto, sono accorse in massa a vedere il film, decretandone il successo al box office (oltre 8 milioni e mezzo di euro è l’incasso del primo weekend di programmazione solo in Italia). Le critiche negative della stampa non sono mancate, così come le considerazioni sull’effettivo – scarso – tasso erotico del film, che però non hanno arginato l’effetto generato dal “film evento” tratto da libro molto popolare. Trattandosi di industria cinematografica americana, era prevedibile che lo spauracchio di un divieto proibitivo alla visione avrebbe impedito al film di replicare molte parti del romanzo di E.L. James.

Cate Blanchett interpreta la matrigna in Cinderella di Kenneth Branagh, fuori concorso al Festival di Berlino

Cate Blanchett interpreta la matrigna in Cenerentola di Kenneth Branagh, film fuori concorso al Festival di Berlino.
photo: WDSMP/Kurt Krieger

IL RITORNO DI CENERENTOLA – La Disney, ben decisa a replicare il successo globale di Maleficent con Angelina Jolie, ci riprova con l’adattamento in live action della celeberrima fiaba di Cinderella, presentato come evento di chiusura della Berlinale, che arriverà sugli schermi italiani il prossimo 12 marzo. Dietro la macchina da presa c’è l’esperto regista shakespeariano Kenneth Branagh, che riaggiorna il mito all’insegna del sogno, dello sfarzo ma anche dell’umorismo e della leggerezza. Se i costumi e le scenografie sono affidati a maestri del calibro di Sandy Powell e Dante Ferretti, il cast è altrettanto azzeccato e di primo piano: alla frizzante Lily James (vista nella serie tv Downton Abbey) si affiancano il principe azzurro Richard Madden (già ne Il trono di spade), il granduca Stellan Skarsgård, la buffa fata madrina Helena Bonham-Carter e la strepitosa Cate Blanchett nel ruolo della villain, ossia la matrigna di Cenerentola. La stampa ne ha già decretato il trionfo, ora spetterà al pubblico in sala.

 

Il regista cileno Pablo Larrain e gli attori Alfredo Castro e Roberto Farias. Presentano il duro El Club, vincitore del Gran premio della Giuria

Il regista cileno Pablo Larrain e gli attori Alfredo Castro e Roberto Farias. Presentano il duro El Club, vincitore del Gran premio della Giuria. (Photo by Gisela Schober/Getty Images for AUDI AG)

IL PALMARES – La giuria internazionale presieduta dal regista americano Darren Aronofsky ha onorato i film di impegno civile. Orso d’oro a Taxi, spaccato dell’odierna Teheran diretto da Jafar Panahi, il regista dissidente osteggiato dal regime costretto a non lasciare il paese, a non rilasciare interviste e a non girare film per almeno vent’anni. Divieti aggirati con l’incombente rischio di  pagarne un caro prezzo: la prigione. Migliori attori sono Charlotte Rampling e Tom Courtenay per il film 45 anni del giovane regista britannico Andrew Haig: i preparativi per il festeggiamento del 45° anniversario di matrimonio di una coppia della provincia inglese vengono sconvolti da un episodio del passato del marito, che rompe la serena quotidianità e scompagina le dinamiche tra i due coniugi.

Celebrato dalla critica e destinato a far discutere è il nuovo film del regista cileno Pablo Larrain, già apprezzato per titoli come Post Mortem e No – I giorni dell’arcobaleno. Il suo El Club ha portato a casa l’Orso d’argento Premio della Giuria, rappresentando in maniera cruda e disturbante la piaga dell’abuso sui minori da parte di sacerdoti cattolici, non limitandosi a una critica dell’istituzione religiosa ma gettando uno sguardo all’oscurità della condizione umana. Cile sugli scudi anche con Patricio Guzmán, vincitore del premio per la migliore sceneggiatura con il documentario The Pearl Button.

Tutto il palmares è disponibile sul sito della Berlinale: www.berlinale.de

 

 

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