KASIA SMUTNIAK APRE UNA SCUOLA TIBETANA DEDICATA A TARICONE

0 Posted by - maggio 17, 2013 - Libri e altre Storie..., Video

Kasia Smutniak

Kasia Smutniak ne parla con forte commozione, questa volta con un sentimento di gioia. Nelle pagine dell’ultimo Vanity Fair l’attrice racconta il suo ultimo viaggio in Tibet, dove ha inaugurato la costruzione di una scuola per bambini in memoria del compagno Pietro Taricone, scomparso in un tragico incidente. Mustang, un territorio prevalentemente indù, di religione e cultura buddista, ospiterà infatti la struttura che era il sogno della coppia, un luogo che non esisteva nemmeno sulla cartina geografica fino al 1992, anno in cui si è aperto al turismo. Ora le autorità stanno costruendo una strada che, passando per Mustang, collegherà la Cina all’India: si prospetta un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione, ma allo stesso tempo si teme che la cultura millenaria che lo contraddistingue vada scomparendo.

Kasia Smutniak

UN VIAGGIO MEMORABILE- Era il 2003 quando Kasia e Pietro decisero di compiere un viaggio in Tibet. Dovevano restare solo dieci giorni, ma le montagne e l’atmosfera senza tempo del luogo li trattennero per più di un mese. Pietro in particolare ne rimase incantato: «Dobbiamo fare qualcosa per questa gente», continuava a ripetere al suo ritorno. Poi i mille impegni lavorativi, la gravidanza di Kasia ed infine quel maledetto 29 Giugno 2010: una  terribile caduta con il paracadute, le cui cause sono ancora non del tutto chiare. Kasia si chiuse in doloroso silenzio ma non abbandonò il sogno del marito, fondando poco tempo dopo l’Associazione Pietro Taricone onlus. L’idea della scuola è nata dal desiderio di salvare la cultura del Mustang prima che risenta dell’influenza dei paesi più sviluppati.

Kasia Smutniak

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DONNA CORAGGIO- Mentre racconta la sua missione la Smutniak non nasconde la sua incredulità mischiata alla paura dell’inedeguatezza. «I Lama sono seduti a terra, sui tappeti… cominciano a pregare… Raju mi chiede di sedermi vicino ai Lama, sul posto d’onore… I dubbi mi assalgono: che cosa ci faccio qui? Che cosa c’entro io con questo posto? Come mi è venuto in mente di iniziare questo progetto? Una scuola? Ma sei pazza! Guardati intorno: un mucchio di sassi in mezzo al deserto e ogni volta che scendi di quota ti ammali, svieni, vomiti l’anima… Chiudo gli occhi e li riapro di nuovo.» Un posto fuori dal mondo, in cui tutto sembra presente tranne che i segni di una possibile civiltà. Kasia ha partecipato alla cerimonia del luogo per favorire l’intervento divino ed è la prima a posare la pietra della speranza. Ghami, il paese dello Mustang dove si stanno svolgendo i lavori, conta meno di 300 abitanti. La scuola in memoria di Pietro sarà pronta tra un anno e ospiterà  120 bambini fino ai 18 anni iniziando le proprie lezioni nel 2015. La bella attrice ride pensando alla reazione di Pietro vedendola in ginocchio in segno di preghiera in mezzo ai monaci: «Ma che stai a fa?» avrebbe detto. «Però sarebbe stato fiero di me».Kasia Smutniak

Pietro taricone Onlus

LA SCUOLA DEL RICORDO- L’idea della struttura era un sogno della giovane coppia, ma i fondi sono stati raccolti grazie alla generosità di tante altre persone. Inizialmente i finanziamenti arrivarono da donazioni private, poi l’Associazione Pietro Taricone onlus ha contribuito notevolmente. Ma c’è ancora bisogno di sostegno: sul sito dell’Associazione è possibile acquistare borse e gadget prodotti in Nepal il cui ricavato andrà tutto nelle casse della scuola per l’infanzia. Stessa sorte per il denaro raccolto grazie all’iniziativa benefica di Crowdfunding con Eppela, sostenuta dalla stessa Kasia. Sicuramente il progetto è ambizioso e necessita di supporto da parte di tutti. La scuola intitolata a Pietro offrirà lezioni gratuite delle materie tradizionali, inglese compreso, integrandole con quelle dedicate alla lingua, alla cultura e alle tradizioni tibetane.

Kasia Smutniak

L’attrice ne parla in modo entusiasta: «Ci saranno nove aule, laboratori, biblioteca, sala studio. E un dormitorio, con cucina e refettorio: è necessario, perché i collegamenti sono difficili e l’inverno, con la neve, è impossibile viaggiare. Ci sarà un cortile interno protetto dal vento, che da queste parti è violentissimo, con giardino e area giochi». L’intero edificio rispetterà il design tipico mustangi, perchè la tradizione che tanto aveva colpito Pietro all’epoca del suo viaggio non sia soppiantata dalla modernità occidentale. «Mi sento in pace. Non sento neanche il freddo improvviso, il vento che si è alzato, non mi accorgo della neve che cade dal cielo, dopo giorni e giorni di sole ininterrotto. Le spalle chine dei Lama diventano bianche di fiocchi. Guardo Kunzom, sorride, dice che è un buon presagio, che lassù qualcuno vuole questa scuola… La nevicata finisce improvvisamente, come è arrivata, e torna il sole. Un segno. Io ci credo, ai segni».

Kasia Smutniak

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