GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE 2013_SCARPE ROSSE PER DIRE BASTA AL FEMMINICIDIO

0 Posted by - novembre 25, 2013 - Community

Oggi è la Giornata mondiale Onu contro la violenza sulle donne che cade in data 25 novembre per celebrare le tre sorelle Mirabel, eroine della lotta di liberazione della Repubblica Dominicana, torturate e uccise nel 1960 dagli agenti del dittatore Rafael Trujillo. Tante sono le iniziative in programma, dal flash mob organizzato a Roma dalla Cgil all’invito rivolto a tutte le donne di ogni paese di indossare guanti, maglia, foulard o un nastro di colore rosso che esprima la protesta e il dissenso contro ogni forma di abuso e sopraffazioni.  Qualche numero? In Italia nel 2013 sono già 128 le vittime di femminicidio.

La maggior parte delle violenze di genere si consuma nell’ambiente domestico ad opera di persone conosciute: mariti, fidanzati, amanti, padri, fratelli, amici e colleghi. La maggior parte dei femminicidi avviene nel Nord Italia, vede protagonisti per oltre il 70 per cento dei casi uomini italiani ed è solo la punta dell’iceberg di un fenomeno di ben più enorme vastità che vede 10 milioni di donne tra i 16 e i 70 anni vittime di abusi fisici e psicologici: tra queste circa un milione ha subito stupri o tentati stupri e il 14,3% è stata vittima di violenze da parte del partner.

Giornata mondiale contro violenza donne 2013 scarpe rosse

Basti pensare che una donna ogni due giorni e mezzo viene uccisa prevalentemente per mano del partner e, principalmente, a causa dell’incapacità di quest’ultimo di accettarne le scelte di autonomia.

AUTONOMIA, CRISI E LAVORO - La violenza contro le donne è un fenomeno strutturale che si origina dagli squilibri nei rapporti di genere e si alimenta nei rapporti di potere presenti all’interno della relazione, che evidenzia la volontà di controllo, dominio, possesso degli uomini sulle donne. Non c’è da stupirsi se la maggior parte delle vittime di violenza siano donne che cercano, anche attraverso il lavoro, di rendersi indipendenti e autonome. La disoccupazione in Italia è al 12,5%, la crisi continua a falcidiare centinaia di migliaia di posti di lavoro creando insicurezza e precarietà per milioni di persone. In questo quadro l’occupazione femminile non ne ha risentito tanto in termini quantitativi (pur rimanendo al di sotto del 50% e di oltre 10 punti inferiore alla media UE) ma principalmente in termini qualitativi. La caratteristica del lavoro femminile continua ad essere la presenza nei livelli contrattuali più bassi, il maggior utilizzo di contratti precari e atipici, una retribuzione del 20% inferiore a quella degli uomini, il ricorso massiccio al part time involontario, il maggior impiego in lavori non qualificati nonostante una maggiore scolarizzazione, la pratica delle dimissioni in bianco.

L’assenza di lavoro o la presenza di un lavoro dequalificato e precario, la mancanza di politiche di protezione sociale, sul reddito e sulla casa, i tagli e la crescente difficoltà d’accesso ai servizi pubblici sono fattori da non sottovalutare e che possono inserirsi come aggravanti nei fenomeni di violenza femminile.

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